domenica 18 marzo 2007




Torno a me

Con la mia voglia di
vita
sogni
sorrisi
amore

Torno a me
Lentamente

Con sorriso
Silente

Con movimenti
Lenti

Mi ero persa

In me

Lontana da me
Vicina, troppo,
a me

Silenziosa
Ho silenzio
Dentro

Silenziosa
Respiro
Rido
Sogno

Risvegli
Difficili
Dolorosi

Risvegli
Fatti di
Pareti bianche
Urla mute
Silenzi assordanti

Mi allungo

Ascolto me

Forse è passato
forse

Respiro

Assaporo me
Il mio silenzio
La mia calma
Me

Sorrido

Ho voglia
Di sogni
Sorrisi
Amore
Aria

Ho voglia

di me
Mi sono sempre chiesta quante donne abitino in me... mi sono sempre trovata a disagio davanti alle mie mille sfaccettature e contraddizioni… sono cresciuta cercando di incasellarmi, di immergermi in uno stereotipo... forse un semplice bisogno di definirmi di rendere più semplice la convivenza con me stessa… cercandomi in certi abiti. In certi colori… in certe scarpe… scarpe piatte ... scarpe alte... gonne corte… abiti lunghi… scarpe a tennis... jeans… scarpe severe.. pantaloni neri… maglioni neri…maglie rosse… magliette rosa.. bianche… ho cercato di specchiarmi negli specchi, nelle vetrine… negli occhi di chi mi amava ... di chi mi odiava... mi sono cercata nel mio peso... nel mio rapporto con il cibo… nel mio esser quello che sembro... nel mio esser quello che sono… ho cercato di comprendere i miei pianeti astrali... la mia famiglia ... mi sono cercata ovunque perché troppo lontana da me…
Lontana da me ... da sempre ... dalla prima volta che mi resi conto dei miei colori … una corpo un involucro ... un manifestarmi … un cercare consensi ...
Mi sono cercata senza mai trovarmi ... senza mai riuscire a fuggire da me… mi cercavo negli altri nella speranza di fuggire dalle donne che abitano in me. Donne diverse… donne, tante ... troppe … in un solo corpo troppi spiriti … un alternarsi continuo di contraddizioni ... di piccolezze ... di umori ... di atteggiamenti ... di barriere e corazze …
per fuggire .. per fuggire lontana dall'altra me che ha solo un bisogno indicibile di amore…
Momento di quiete. Di silenzio interiore in giorni di strane emozioni.
Mi guardo e non mi riconosco. Mi ascolto e non mi sento. Sono lontana da me.
Ho bisogno della mia lontananza. Mi permette di trovar nuovamente il contatto con me stessa. Mi riporta sempre dentro di me. Perché spesso mi perdo e non riesco più a trovarmi. Mi cerco. Cerco quella me stessa che conosco bene, cosi mi dico. Me lo ripeto. Sento il bisogno di rassicurarmi. Piccola dentro quanto grande fuori. Bacio la mia pelle come per darle calore e farla sentire protetta. Mi guardo riflessa negli specchi e cerco di riconoscere le mie sopraciglia nere, la punta del mio naso, le mie labbra. Cerco i miei occhi. Cerco il mio sguardo. Cerco di seguire il mio grosso collo, cerco di perdere il mio sguardo nell'apertura troppo piatta tra i miei seni. Scendo sulla rotondità del mio ventre ... su quell'ombelico stretto, seguo la linea troppo stondata dei miei morbidi fianchi, seguo fin dove rientra per poi allargarsi di nuovo sulle mie cosce. Seguo questa linea che mi accarezza le mie grosse ginocchia per perdersi sulle mie caviglie fin alle punte dei miei piedi. Una linea che risale da dietro, che accarezza la curva del mio sedere e l’incavo della mia schiena per poi tornar sul mio collo e morire tra i miei capelli. Mi cerco in questi dettagli sempre uguali ma per me sempre nuovi... dettagli che ai miei occhi cangiano per ogni mio sguardo interiore. Mi guardo e non mi riconosco mai. Ogni sguardo un riflesso nuovo… Ogni giorno ... ogni mio attimo mi ricorda la mia inutile ricerca di me …

Informazioni personali

La mia foto
Se riesci a scrivere le meraviglie del tuo paradiso nella materia del tuo cervello magari non trasporterai nella tua testa la loro realtà miracolosa, ma la loro forza, quella si. -Metafisica dei tubi, Amelie Nothomb